La mia storia


Tutti sogniamo, ma i sogni dei bambini sono il tesoro più prezioso del mondo.
Nella mia vita, che è stata molto avventurosa, l'ho sempre tenuto come punto fermo. Sono diventata una scrittrice proprio per dare sogni ai più giovani, e per continuare a sognare con loro.

I bambini ci aiutano a capire, con grande immediatezza e profonda intensità, che tutti abbiamo bisogno di speranza, di un racconto a lieto fine, di amicizia per stare insieme e conoscerci, di avventure meravigliose per viaggiare in luoghi lontani e sconosciuti, anche stando fermi. I sogni dei bambini trovano, costruiscono, creano. Parlano direttamente al cuore, perché è da lì che vengono. Per questo ho sempre amato le pagine dei libri: fanno sognare, viaggiare, conoscere. Costruiscono ponti tra continenti diversi, stabiliscono amicizia. E i libri fanno crescere anche nelle difficoltà, proprio come le fiabe e i sogni.

Sono stata fortunata, mio padre era un editore di libri per ragazzi e lavorando con lui ho potuto entrare subito in un mondo vicino a quello dei sogni, ma in modo concreto. Lui mi ha insegnato una cosa meravigliosa, come si realizza un libro: iniziando dalle cose più semplici, come correggere le bozze. Ho imparato quali racconti fanno sognare. E poi è arrivata la scrittura, una gioia quotidiana, un sogno che ogni volta si realizza.

È proprio la scrittura che mi ha fatto diventare la mamma di Geronimo Stilton e della sua grande famiglia. Questo personaggio è nato dal mio cuore per avvicinarmi a un sogno che purtroppo non ho potuto realizzare: avere dei bambini. In un ospedale ho avuto la certezza che non sarei mai diventata mamma, e proprio in ospedale ho iniziato a fare volontariato tra i bambini malati. Erano gli anni in cui il medico americano Patch Adams insegnava che i bambini hanno bisogno di ridere per guarire, e si travestiva da clown per rallegrarli. Io inventavo e raccontavo le storie buffe di un topo un po' goffo cui capitavano tante avventure, con colpi di scena e l'immancabile lieto fine. Volevo far divertire i bambini, vedere brillare la gioia nei loro occhi, creare un ponte verso la meraviglia. Era già Geronimo, il topo timido che amerebbe starsene in poltrona a leggere un libro ma poi viene travolto nei viaggi più avventurosi, che nelle sue imprese si fa aiutare da tanti amici, perché crede nella forza della squadra. Grazie a lui ho potuto diventare la mamma di milioni di bambini, vivere l’amicizia che fa realizzare ogni cosa, l’onestà e la sincerità che danno valore a ogni azione, la curiosità e il senso dell’avventura che non ti fanno fermare mai. E soprattutto ho potuto ascoltare quello che viene dal cuore.

Ho sempre sognato di conoscere il mondo, appena ne ho avuto la possibilità ho viaggiato avventurosamente, spesso a piedi da sola e con il sacco in spalla, in città lontane, deserti, isole nascoste, montagne e boschi. Ho visto da vicino la natura nei suoi aspetti più incontaminati, ho incontrato culture e genti diverse. Conoscere il mondo mi aiutato a trovare idee che sono diventate racconti per i bambini di tanti paesi. Scoprire la diversità nei modi di pensare, incuriosirsi per piccoli e grandi doni della natura ci aiuta a sognare, a conoscere, ad avere amici: i bambini lo sanno fare bene.

Amo il mare, il cielo, le montagne. E la campagna. Sogno con tutto il cuore di diffondere l’amore per la terra e di far conoscere la sua bellezza, la semplice bontà di quello che può produrre quando la si rispetta. Per questo ho creato, insieme a un gruppo di amici, una fattoria biologica e una rete di distribuzione di cibo bio. Abbiamo iniziato con le api e il miele, le marmellate e le conserve, poi sono arrivati i grani antichi, l’olio di oliva, un sito e un giornale on line. I valori legati alla natura e alla terra in cui viviamo sono le nostre radici: un patrimonio per tutti, perché la natura e i bambini sono il futuro del mondo.

Fra le tante cose della mia vita, mi ha onorato moltissimo essere stata ammessa in una tribù di nativi americani: i Cherokee. È un altro grande sogno che si è avverato. I Cherokee mi hanno chiamata Usti Waya, che significa Piccolo Lupo. Mi hanno spiegato che è perché scrivo per i più piccoli, e questo nome mi è piaciuto subito.

Sono molto felice perché si è realizzato un altro sogno che era nel mio cuore da tempo. Ancora una volta con l’aiuto di tanti amici che condividono le mie speranze, ho fatto nascere un'organizzazione no profit che sostiene i bambini e l'ambiente, in Italia e nel mondo.

C’è tanto ancora da fare: i libri e i bambini, la natura e l’amicizia aiutano a sognare anche nei momenti più difficili. Come Geronimo sono molto ottimista, e come Piccolo Lupo so che il viaggio continua.